Covid: nuova circolare per incentivare lo smart working

A fronte dell’aumento dei contagi Covid, i ministri per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Lavoro, Andrea Orlando, hanno firmato una  circolare per favorire il più possibile lo smart working, sia nel pubblico che nel privato.

Si invita a seguire gli schemi già esistenti in maniera intelligente e flessibile, sulla base delle necessità, con la massima sicurezza dei lavoratori e degli utenti. Si tratta di una grande prova di responsabilità condivisa. Infatti si tratta di imparare a gestire il livello di responsabilità che il lavoro da remoto impone, ma che si può tranquillamente indirizzare verso una evoluzione sana.

Un elevato grado di autonomia può consentire alle persone di trovare il proprio modo di lavorare, migliorando la propria produttività. Dunque la flessibilità dell’orario e del luogo di lavoro può essere un’ importante variabile da tenere in considerazione e da offrire ai propri collaboratori.

Per quanto riguarda la pubblica amministrazione, ognuna è libera di organizzare la propria attività in maniera flessibile, tenendo conto sia dell’andamento epidemiologico, che di possibile assenza del personale sul posto di lavoro a causa della quarantena obbligatoria a seguito del contatto con un positivo. Una soluzione è la rotazione del personale, con ampia flessibilità.

Per quanto riguarda il settore privato, la circolare prevede la possibilità di ricorrere allo smart working con modalità semplificate. Si raccomanda di percorrere la strada del lavoro agile soprattutto alle aziende per le quali le attività possono essere svolte dal proprio domicilio o con modalità a distanza.

Per esempio immaginiamo di essere in un’afosa giornata di luglio e di poter lavorare guardando il mare, piuttosto che in giacca e cravatta in un ufficio dal quale si vorrebbe evadere, perché insomma, è estate. Sicuramente la possibilità di concentrarsi nel lavoro, nel luogo in cui ci si sente meglio, è un beneficio per lo stato d’animo del lavoratore, che potrà così fornire una migliore performance per l’azienda.

Il datore di lavoro è tenuto a garantire adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività, fornendo sia gli giusti strumenti ed apparecchiature, che un’attenta modulazione dei tempi di lavoro.

Non dimentichiamo come il lavoro da remoto consenta di poter gestire meglio la propria vita lavorativa e famigliare, rimanendo produttivi per la prima e non trascurando la seconda. Possiamo essere molte cose allo stesso tempo.

Sicuramente questo vantaggio va incontro alle esigenze delle donne, perché in una società ancora fortemente patriarcale nella quale viviamo, sono poste di fronte alla scelta del lavoro o della maternità. Il lavoro da remoto permette loro di dedicarsi ai figli, senza rinunciare al proprio ruolo professionale. Ciò non toglie che il discorso debba valere anche per gli uomini, nella prospettiva di un’evoluzione verso la piena parità di genere.

La fiducia è l’unica chiave per il futuro.

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